un bambino che ci interroga

Di questi tempi l’ansia di giustizia e di pace si fa ancor più decisa. Chiama in causa i potenti di questo mondo che reggono le sorti dei popoli. Ma come potrebbe l’autorità, di ogni ordine e grado, promuovere opere di giustizia e di pace se non perché il popolo, sovrano in democrazia, con virtù e rettitudine pratica giustizia e pace? Ma questo è possibile all’uomo con le sue sole forze? Tutti dobbiamo guardare al Bambino Consigliere ammirabile, Padre per sempre. Dio si è abbreviato e si è reso da noi incontrabile, per evitare che noi ci si perda dietro imperfette ed idolatriche immagini di Lui. E perdendo Dio noi si perda la strada. Da qui per i cristiani nasce una grande responsabilità: mendicare la fede. Come ci ha ricordato il Santo Padre la crisi del cristianesimo europeo è anzitutto crisi di fede.

A. Scola, Natale 2011, giorno

La giustizia non è un problema esterno a noi, che altri ci danno. La giustizia mette innanzitutto in discussione il nostro agire quotidiano, il nostro impegno, la nostra carità come oggi ci ricorda la festa di S. Stefano.

La riduzione del Natale non è possibile se si guarda alla figura di Stefano che oggi la Chiesa ci offre. Non dimentichiamoci di S. Stefano e di metterci, tutti, nuovamente in gioco.

Omelia Natale GIORNO – card. Scola – 2011

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